Resistenza al regime fascista di Kiev (2/2)
2.0) More Links
2.1) Open Letter from Scholars and Experts on Ukraine Re. the So-Called "Anti-Communist Law"
/ Lettera aperta di studiosi dell’Ucraina sulla cosiddetta “legge anti-comunista”
2.2) Arrestato in Ucraina Sergej Gordienko, uno dei massimi dirigenti comunisti
2.3) Assassinii politici in Ucraina
2.4) Campaigns of the "Union of the political political prisoners and political refugees of Ukraine"
=== 2.0: MORE LINKS ===
DEPUTATO DEL POPOLO ELENA BONDARENKO. LETTERA APERTA (4 Dicembre 2014)
http://comunicati.russia.it/deputato-del-popolo-elena-bondarenko-lettera-aperta.html
SQUADRISMO.
Il 10 Dicembre 2014, alle 18:00 circa, è stata assaltata la sede
del Partito Comunista d'Ucraina a Kiev. Questo è il video:
"Реванш"
розгромив
офіс
"Шевченківської
Правди"
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=I2zvWhf5DCk
Una squadra di neonazisti (armati di spranghe e manganelli della polizia) ha fatto irruzione nella sede di quartiere del PCU. Il risultato si vede nelle foto. Evidentemente alla banda del sindaco "europeista" Klichko non sono piaciuti gli attacchi diretti all'amministrazione comunale ed hanno organizzato la spedizione punitiva contro i comunisti ucraini, unica forza d'opposizione ancora attiva e strutturata in tutto il paese. Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina antifascista", 11/12/2014
FOTO: https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/posts/737804826300774
Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina
antifascista", 12/12/2014
https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/posts/738781012869822
Dopo il golpe di febbraio, Pavel Fedik era stato rimosso dal
posto di direttore dell'istituto PTU di Ternopol' su soffiata di alcuni docenti
con cui era in conflitto, in quanto vicino al Partito delle Regioni
di Yanukovitch. Recentemente Fedik è stato reintegrato al suo posto
dalla corte d'appello, ma oggi ad attenderlo c'erano i professori
"delatori" ed una folla ammaestrata di "studenti" che dopo
aver insultato e malmenato il direttore lo ha gettato in un cassonetto. Questa
è l'Ucraina europea...
VIDEO: http://glagol.su/2014/12/12/v-ternopole-ptushniki-lyustrirovali-direktora-brosiv-ego-v-musornyiy-bak-video/
Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina antifascista", 14/12/2014
Ieri
sera una banda appartenente al Pravyj Sektor ha fatto irruzione nei
locali dell'associazione Znanie (Conoscenza), a Kiev, dove si
stava tenendo una conferenza nell'ambito di un progetto di "scuola
politica". La squadraccia, armata di pistole e armi automatiche ha
picchiato i partecipanti alla manifestazione - donne incluse - per poi
rapinarli di soldi, telefoni cellulari ecc.
Il capo della scuola politica Sergej Perehod è stato sequestrato, portato nei
boschi nei pressi della capitale e duramente picchiato. Alla
conferenza era anche presente la moglie di Perehod, che è peraltro in
gravidanza.
Fatti di questo genere accadono in Ucraina quotidianamente, nella totale
impunità. Tutti coloro che sostengono che "in Ucraina non ci
sono fascisti" o che i "nazionalisti sono ininfluenti e prendono
poco alle elezioni" dovrebbero riflettere, prima di diffondere queste
idiozie.
VIDEO: http://glagol.su/2014/12/14/v-kieve-pravyiy-sektor-sovershil-vooruzhennoe-ograblenie-video/
Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina antifascista" – https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/photos/np.103631165.1137191587/743807559033834/
Oggi, 22 dicembre 2014 si è tenuta una nuova udienza contro i dirigenti comunisti di Dneprodzerzhinsk Sergei Tkachenko e Denis Timofeev. Purtroppo il giudice della corte distrettuale di Dneprodzerzhinsk, Ivchenko Tatyana Pavlovna, su richiesta del procuratore della Repubblica ha modificato la misura di detenzione di Denis Timofeev che dai domiciliari è stato trasferito nel carcere di Dnepropetrovsk. Il sistema punitivo fascista è spietato verso i comunisti.
I
nostri compagni sono stati vittime delle falsificazioni degli uomini dell'SBU,
che vogliono impedire il lavoro politico dei comunisti e di tutti coloro che
non accettano il fascismo in Ucraina.
Invitiamo a esprimere il sostegno ai comunisti ucraini scrivendo alla Corte
Distrettuale "Zavodskij" di Dneprodzerzhinsk, е-mail: inbox@zv.dp.court.gov.ua
Fonte:
pagina FB "Con l'Ucraina antifascista", 23/12/2014 - https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/posts/744044759010114
La mannaia della censura si abbatte ora sul cinema. L'Agenzia di
stato per il cinema, guidata dallo "svobodo" Filipp Ilenko ha vietato
di concedere la licenza (o l'ha revocata dove già concessa) per
la diffusione d vari film russi, tra cui il "Taras Bulba" (2009)
del regista Vladimir Bortko, basato sul celebre racconto di Gogol. Vietato
anche il film "Mamy-3", in quanto espressione di
"esaltazione sciovinista della Russia" e "stimolo di nostalgia
verso le tradizioni sovietiche", e il telefilm "Kremen" e
"Kremen 2", colpevoli di creare una "immagine positiva
delle truppe d'élite russe).
fonte: http://glagol.su/2014/12/22/na-ukraine-zapretili-pokaz-filma-taras-bulba/
Aggressioni a sfondo razziale in Ucraina (Fort Rus, 28 dic 2014)
Nella nuova Ucraina si moltiplicano gli episodi di violenza nei confronto di persone che sono, anche solo, sospettate di essere russe o di lavorare con o per i russi. Squadracce di giovani nazionalisti ucraini, dopo aver assaggiato il sangue di persone innocenti il 2 maggio ad Odessa e dopo aver visto che le autorità di Kiev non solo non li fermano ma fanno di tutto per promuovere queste aggressioni, adesso si sentono i padroni del paese e mantengono il potere attraverso la paura che incutono nella popolazione locale, anche se si tratta dei loro stessi concittadini ucraini. Questo è solo uno degli ormai molti casi simili…
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=vTaX68bfQlc
Prigione e tortura per centinaia di dissidenti politici in Ucraina (da www.kpu.ua – 27 Dicembre 2014)
Dichiarazione del 49° Congresso del Partito Comunista di Ucraina
La
Russia deve fermare l’offensiva del neonazismo nella
Novorossija. Dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa
(25/1/2015)
“Il
70° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte
delle truppe sovietiche sarebbe dovuto servire come importante monito sulle
conseguenze dell’indulgenza nei confronti del fascismo. Ma in Europa si
preferisce evidentemente far finta che non esista alcuna connessione tra il
nazismo hitleriano in Germania e il fascismo degli eredi di Bandera in
Ucraina”...
http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/25029-la-russia-deve-fermare-loffensiva-del-neonazismo-nella-novorossija.html
Fonte: pagina FB di Serena M Nusdorfer, 6/2/2015
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1557712331175652&id=100008107008946
<< Viktoria Shilova deputata del consiglio regionale di Dniepropetrovsk dice no alla guerra e alla mobilitazione! Questa coraggiosa ragazza è la leader di un movimento ucraino contro la guerra. Messaggio molto interessante con sottotitoli in francese. Diffondere. >>
V.
Shilova, Ukraine. "Je suis contre la mobilisation!" (Thalie
Thalie, 3 feb 2015)
Viktoria
Shilova est leader du mouvement ukrainien "Antiguerre", députée du
conseil régional de la région de Dniepropetrovsk. Elle
et son mouvement s'opposent à la mobilisation malgré les pressions,
militent pour la fin du conflit et accusent les pouvoirs de crimes de guerre...
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=veZfkvso1QQ
Tramite il sito "Peacemaker" Gerashchenko ordina per l’assassinio delle persone (Viktoria Shilova)
Una
giovane ragazza ucraina dice la verità su Poroshenko (Fort Rus, 5 feb
2015)
Regione
Zaporojskaya, provincia Kamensko-Dneprovskaya, villaggio Dneprovka. In
Ucraina la gente comincia a protestare contro la politica della giunta nazista
di Kiev che costringe gli uomini ad andare in guerra ed ammazzare i propri
fratelli per il solo scopo di riempire le tasche degli oligarchi che hanno
preso il potere con il colpo di stato del Maidan...
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=j8yYFqDdeBk
Video: Voci contro la guerra dall’Ucraina occidentale (Marinella Correggia, 23/2/2015)
Questo video
dà conto degli incontri effettuati in Ucraina occidentale nella seconda metà di
gennaio, al seguito di una giornalista russa... E là, nella parte
ovest dell'Ucraina, è anche in atto un impressionante revisionismo storico, per
il quale nella Seconda guerra mondiale gli invasori non sono più i nazisti
ma l'Unione sovietica. I nomi delle strade cambiano, le ricorrenze
anche… In questo contesto, resistono alcune persone che abbiamo incontrato
e alle quali abbiamo chiesto, semplicemente: che cosa possiamo fare noi, cosa possiamo
dire ai nostri politici affinché aiutino la pace anziché la guerra?
P.S.
Per un problema tecnico, nelle interviste le didascalie non sono sincronizzate
con la sintesi del parlato.
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=2911
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=d0SYWQ0OcTY
Pane al posto di pistole! Pace invece di guerra! (26/02/2015)
Dichiarazione del Segretario del Comitato Regionale del Partito Socialista Progressista di Sumy, S. Gavras
KONSTANTINOVKA REVOLT (16/3/2015)
UA tank runs over an 8 year old girl, killing her. Residents storming UA army base, two Ukraine military buses + another vehicle set on fire/burned down
Angry crowds gather around Ukrainian army barracks, throw Molotov cocktails in Konstantinovka
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=vXpVJuSKMRI
DPR flag raised over the SBU building
http://fortruss.blogspot.ie/2015/03/konstantinovka-revolt-live-updates.html
Konstantinovka citizens say that the Ukrainian troops are occupants, they want to be part of DNR
VIDEO: https://youtu.be/KMTMCqtokY8
CP
of Ukraine, The Kononovich brothers who helped the peaceful Donbass people
might end up in jail for ten years [En]
http://www.solidnet.org/ukraine-communist-party-of-ukraine/cp-of-ukraine-the-kononovich-brothers-who-helped-the-peaceful-donbass-people-might-end-up-in-jail-for-ten-years-en
In
Ucraina la repressione si scatena contro il movimento sindacale
Il Comitato Politico Esecutivo dell'Unione Ucraina degli Operai rivolge un
appello a tutti i suoi membri, al movimento operaio e sindacale
internazionale, alla classe operaia dell'Ucraina, a tutti i membri dei
sindacati, ai lavoratori, ai mezzi di informazione di massa perché si
intervenga in difesa del dirigente operaio Aleksandr V. Bondarciuk...
http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/25356-in-ucraina-la-repressione-si-scatena-contro-il-movimento-sindacale.html
FGC: «Equiparazione tra nazismo e comunismo falso storico funzionale a interessi del capitale» (Fronte della Gioventù Comunista | gioventucomunista.it – 10/04/2015)
http://www.resistenze.org/sito/te/po/uc/poucfd10-016140.htm
Kiev prepara maxi-offensiva militare contro il Donbass. Comunismo al bando (di Fabrizio Poggi, 10 Aprile 2015)
Ukraine junta bans communism, honors fascists (By Greg Butterfield posted on April 17, 2015)
http://www.workers.org/articles/2015/04/17/ukraine-junta-bans-communism-honors-fascists/
“Sarà
l’Europa a subire le più pesanti conseguenze di quanto sta accadendo in
Ucraina”
Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa,
commenta l’ondata di omicidi politici che sta travolgendo l’Ucraina
http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/25461-qsara-leuropa-a-subire-le-piu-pesanti-conseguenze-di-quanto-sta-accadendo-in-ucraina.html
Ucraina. Un regime all’insegna del revisionismo e del negazionismo (di Marco Santopadre, 28 Aprile 2015)
“Mettere
sullo stesso piano comunisti e nazisti è una distorsione della storia” (28
Aprile 2015 – da Russia Today)
Intervista a John Foster, del Partito Comunista della Gran Bretagna – Come
ha dichiarato il professore John Foster del Partito Comunista della Gran
Bretagna a Russia Today, la nuova legge ucraina che impedisce la propaganda del
comunismo e del nazismo mette sullo stesso piano più o meno questi due
regimi, il che rappresenta una totale distorsione della storia...
ORIG.: ‘Equating
Communists and Nazis is perversion of history’ (RT, April 10, 2015)
http://rt.com/op-edge/248577-communist-party-ukraine-ban-nazi/
Kiev ferma il giornalista Fracassi. Un problema di libertà (di Giulietto Chiesa, 1 maggio 2015)
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=119084&typeb=0
Esclusiva Pandora TV: Giulietto Chiesa intervista Franco Fracassi (4 mag 2015)
Si stava recando a Odessa per partecipare alle commemorazioni ufficiali per la strage al Palazzo dei Sindacati. Giunto all'aeroporto di Kiev è stato fermato, con l'accusa di essere "nemico del popolo ucraino" e ha scoperto di far parte della famigerata "lista nera". L'incredibile vicenda di Franco Fracassi raccontata in esclusiva a Giulietto Chiesa...
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=sf7acI1bENo
Communist
Andrei Sokolov faces trial in Ukraine (By Victor Shapinov, 12/5/2015)
Important! Help spread the word. Communist Andrei Sokolov is on trial in
Ukraine. He faces 8 to 15 years in prison for volunteer work in Donetsk...
http://redstaroverdonbass.blogspot.com/2015/06/communist-andrei-sokolov-on-trial-in.html
14 maggio 2015, Manifestazione contro la guerra a Kiev
Ad evitare ritorsioni del regime euro-fascista si deve scendere in piazza a viso coperto...
I VIDEO: https://www.youtube.com/channel/UCloLjyH0SXkyjz-D4DRrb3g/videos
PTV Speciale – Per le strade di Kiev (21/05/2015)
La parola alle persone intervistate per le strade di Kiev in una produzione esclusiva Pandora TV e Road TV...
http://www.pandoratv.it/?p=3385
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=9wHfs0aO7dY
Appeal to journalists and writers of the world (Union Borotba)
http://redstaroverdonbass.blogspot.com/2015/06/no-to-repression-against-journalists-in.html
Презентация концепции нового телевизионного канала -
"Русское консервативное телевидение РаКеТа"
http://tass.ru/press/events/2990
Олесь Бузина не только журналист, но и пророк
http://www.youtube.com/watch?v=lpLFyj0Wexo
Scontri alla manifestazione per i diritti gay a Kiev: cinque agenti feriti (Internazionale, 6.6.2015)
http://www.internazionale.it/notizie/2015/06/06/ucraina-scontri-manifestazione-gay
Ucraina: ultranazionalisti attaccano Gay Pride di Kiev, feriti e arresti (EuroNews, 6.6.2015)
Fermiamo
il dilagare del nazismo in Ucraina! – da www.kpu.ua
Dichiarazione dei partiti ospiti del 22° Congresso del Partito Progressista del
Popolo Lavoratore di Cipro (AKEL)
http://www.marx21.it/comunisti-oggi/nel-mondo/25737-fermiamo-il-dilagare-del-nazismo-in-ucraina.html
=== 2.1 ===
Open
Letter from Scholars and Experts on Ukraine Re. the So-Called
"Anti-Communist Law" (David R. Marples
– Critical Solutions – April, 2015)
To the President of Ukraine, Petro O. Poroshenko, and to the Chairman of
Ukraine's Verkhovna Rada, Volodymyr B. Hroysman
https://drive.google.com/file/d/0BweZqygiAb5PLWduN2prMllnYzQ/view?pli=1
Lettera aperta di studiosi dell’Ucraina sulla cosiddetta “legge anti-comunista”
Pubblichiamo la traduzione di un appello internazionale sottoscritto da studiosi americani, inglesi, canadesi, tedeschi, svedesi e ucraini contro la promulgazione delle due leggi anticomuniste approvate lo scorso 9 aprile. Non è certo opera di putiniani nè di comunisti ma dà l’idea di quali mostri stiano risvegliando i governi USA e UE ai confini con la Russia. Mi sembra che in Italia non ci sia stata la dovuta reazione di fronte a un fatto di così inaudita gravità da parte di un regime che gode del sostegno degli USA dell’UE e del nostro governo a cui va ricordato che la Costituzione reca in calce la firma di un comunista e che il 25 aprile si festeggia una Liberazione alla quale i socialcomunisti hanno portato il contributo di gran lunga più forte prima nei lunghi anni della lotta antifascista e poi nella Resistenza. (M.A.)
Al Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, e al Presidente della Verkhovna Rada dell’Ucraina, Volodymyr B. Groysman:
Noi sottoscritti, vi invitiamo a non firmare e promulgare i progetti di legge (n. 2538-1 e 2558) adottati dalla Verkhovna Rada il 9 aprile 2015. Come studiosi ed esperti a lungo impegnati per la rigenerazione e la libertà dell’Ucraina, noi consideriamo queste leggi con la più profonda apprensione. Il loro contenuto e spirito contraddice uno dei diritti politici fondamentali: il diritto alla libertà di parola. La loro adozione solleverebbe seri interrogativi circa la fedeltà dell’Ucraina ai principi del Consiglio d’Europa e dell’OSCE, insieme a una serie di trattati e dichiarazioni solenni adottate da quando l’Ucraina ha riconquistato l’indipendenza nel 1991. Il loro impatto sull’immagine e la reputazione dell’Ucraina in Europa e Nord America sarebbe profondo. Senza tralasciare il fatto che le leggi potrebbero fornire conforto e sostegno a coloro che cercano di indebolire e dividere l’Ucraina.
Inoltre siamo turbati per il fatto che le leggi siano state approvate, senza un serio dibattito, senza voti contrari e con un gran numero di deputati che han rifiutato di partecipare.
In particolare, siamo preoccupati per i seguenti elementi:
1 – Per quanto riguarda l’inclusione di gruppi come l’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e l’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) come “combattenti per l’indipendenza ucraina”: l’articolo 6 della presente legge rende un reato negare la legittimità della “lotta per la indipendenza dell’Ucraina nel 20° secolo “e la negazione pubblica dello stesso è da considerarsi come un insulto alla memoria dei combattenti. Così mettere in discussione questa pretesa, e mettere in discussione implicitamente qualsiasi cosa questi gruppi hanno fatto, è diventato un reato penale.
2 – La legge 2558, il divieto di propaganda dei “regimi comunisti e nazionalsocialisti ” rende un reato negare, “anche nei media, il carattere criminale del regime totalitario comunista del 1917-1991 in Ucraina.”
Le potenziali conseguenze di entrambe queste leggi sono inquietanti. Non solo sarebbe un crimine mettere in discussione la legittimità di una organizzazione (UPA), che ha massacrato decine di migliaia di polacchi in uno degli atti più efferati di pulizia etnica nella storia dell’Ucraina, ma anche sarebbe esente da critiche l’OUN, uno dei gruppi politici più estremi in Ucraina occidentale tra le due guerre, e quello che ha collaborato con la Germania nazista fin dall’inizio dell’invasione sovietica nel 1941. L’OUN inoltre partecipò ai pogrom antiebraici in Ucraina e, nel caso della fazione Melnyk, rimase alleata con il regime di occupazione durante la guerra.
Nonostante il nobile intento, la condanna all’ingrosso di tutto il periodo sovietico come una occupazione di Ucraina avrà conseguenze ingiuste e incongrue. Chiunque attirando l’attenzione sullo sviluppo della cultura e della lingua ucraine negli anni ‘20 potrebbe trovarsi condannato. Lo stesso vale per coloro che considerano il periodo di Gorbaciov come un periodo progressivo di cambiamento a beneficio della
società civile ucraina , dei gruppi informali, e dei partiti politici, compreso il Movimento per la Perestroika (Rukh).
Negli ultimi 15 anni, la Russia di Vladimir Putin ha investito enormi risorse nella politicizzazione della storia. Sarebbe disastroso se l’Ucraina seguisse la stessa strada, quantunque parzialmente o provvisoriamente. Ogni distorsione giuridica o ‘amministrativa’ della storia è un attacco allo scopo più fondamentale dell’ indagine scientifica: la ricerca della verità. Qualsiasi attacco ufficiale alla memoria storica è ingiusto. Questioni difficili e controverse devono rimanere materia di dibattito. Il milione e mezzo di ucraini che sono morti combattendo i nazisti nell’Armata Rossa hanno diritto al rispetto, come lo hanno coloro che hanno combattuto l’Armata Rossa e NKVD. Coloro che considerano la vittoria sulla Germania nazista come un evento storico fondamentale non dovrebbero sentirsi intimiditi né esclusi dalla nazione.
Dal 1991, l’Ucraina è stato uno stato tollerante e inclusivo, uno stato (nelle parole della Costituzione) per cittadini ucraini di tutte le nazionalità. Se firmate, le leggi del 9 aprile saranno un regalo per coloro che desiderano rivolgere l’Ucraina contro se stessa. Esse allontaneranno molti ucraini che ora si trovano sotto l’occupazione de facto. Esse divideranno e scoraggeranno gli amici dell’Ucraina. In breve, danneggeranno la sicurezza nazionale dell’Ucraina, e per questo motivo, soprattutto, vi invitiamo a respingerle.
firmatari (in ordine alfabetico):
David Albanese, Ph.D. Candidate, Department of Soviet and Russian History, Northeastern University, USA
Tarik Cyril Amar, Assistant Professor of History, Columbia University, USA
Dominique Arel, Chair of Ukrainian Studies, University of Ottawa, Canada
Martin Aust, Visiting Professor of History, University of Basel, Switzerland
Mark R. Baker, Assistant Professor, Koç University, Istanbul, Turkey
Omer Bartov, John P. Birkelund Distinguished Professor of History and Professor of German Studies, Brown University, USA
Harald Binder, Ph.D., Founding President, Center for Urban History of East Central Europe, Lviv, Ukraine
Marko Bojcun, Director of the Ukraine Centre, London Metropolitan University, UK
Uilleam Blacker, Lecturer in Comparative East European Culture, University College London, UK
Jeffrey Burds, Associate Professor of Russian and Soviet History, Northeastern University, USA
Marco Carynnyk, Independent Scholar, Toronto, Canada
Heather J. Coleman, Canada Research Chair and Associate Professor, Department of History and Classics, University of Alberta, Canada
Markian Dobczansky, Ph.D. candidate, Department of History, Stanford University, USA
Evgeny Finkel, Assistant Professor of Political Science and International Affairs, George Washington University, USA
Rory Finnin, University Senior Lecturer in Ukrainian Studies, University of Cambridge, UK
J. Arch Getty, Distinguished Professor of History University of California Los Angeles (UCLA), USA
Christopher Gilley, Research Fellow, University of Hamburg, Hamburg, Germany
Frank Golczewski, Professor in the Program in History, University of Hamburg, Germany
Mark von Hagen, Professor of History, School of Historical, Philosophical, and Religious Studies, Arizona State University, USA
André Härtel, Lecturer in International Relations, Department of Political Science, University of Jena, Germany
Guido Hausmann, Ludwig-Maximilian University, Munich, Germany
John-Paul Himka, Professor Emeritus, Department of History & Classics, University of Alberta, Canada
Kerstin S. Jobst, Professor of East European History, University of Vienna, Austria
Tom Junes, PhD (historian) – Imre Kertész Kolleg, Jena, Germany
Andreas Kappeler, Professor Emeritus of History, University of Vienna, Austria
Ivan Katchanovski, Adjunct Professor, School of Political Studies, University of Ottawa, Canada
Padraic Kenney, Professor of History, Indiana University, USA
Olesya Khromeychuk, Teaching Fellow, University College London, UK
Oleh Kotsyuba, Ph.D. Candidate, Department of Slavic Languages and Literatures, Harvard University, USA
Matthew Kott, Researcher at Centre for Russian and Eurasian Studies, Uppsala University, Sweden
Mark Kramer, Program Director for Cold War Studies, Davis Center for Russian and Eurasian Studies, Harvard University, USA
Nadiya Kravets, Postdoctoral Fellow, Ukrainian Research Institute, Harvard University, USA
Olga Kucherenko, Independent Scholar, Cambridge, UK
John J. Kulczycki, Professor Emeritus, Department of History, University of Illinois at Chicago, USA
Victor Hugo Lane, York College, City University of New York, USA
Yurii Latysh, Taras Shevchenko National University, Kyiv, Ukraine
David R. Marples, Distinguished University Professor, Department of History & Classics, University of Alberta, Canada
Javier Morales, Lecturer in International Relations, European University of Madrid, Spain
Jared McBride, Visiting Assistant Professor of History, Columbia University, USA
Tanja Penter, Professor of Eastern European History, Heidelberg University, Germany
Olena Petrenko, Ph.D. Student, Department of East European History, Ruhr University Bochum, Germany
Simon Pirani, Senior Research Fellow, Oxford Institute for Energy Studies, and Lecturer on Russian and Soviet History, Canterbury Christ Church University, UK
Yuri Radchenko, Senior Lecturer, Kharkiv Collegium Institute of Oriental Studies and International Relations, and Director of Center for Inter-ethnic Relations in Eastern Europe, Kharkiv, Ukraine
William Risch, Associate Professor of History, Georgia College, USA
Blair Ruble, Political Scientist, Washington, DC, USA
Per Anders Rudling, Associate Professor of History, Lund University, Sweden
Martin Schulze Wessel, Chair of Eastern European History, Ludwig-Maximilian University, Munich, Germany
Steven Seegel, Associate Professor of History, University of Northern Colorado, USA
Anton Shekhovtsov, Visiting Senior Fellow, Legatum Institute, London, UK
James Sherr, Associate Fellow, Chatham House, London, UK
Volodymyr Sklokin, Researcher, Center for Urban History of East-Central Europe, Lviv, Ukraine
Iryna Sklokina, Researcher, Center for Urban History of East-Central Europe, Lviv, Ukraine
Yegor Stadny, Ph.D. Student, Department of History, Kyiv-Mohyla Academy, Ukraine
Andreas Umland, Senior Research Fellow, Institute for Euro-Atlantic Cooperation, Kyiv, Ukraine
Ricarda Vulpius, Research Fellow, Department for the History of East- and Southeastern Europe, Ludwig-Maximilian University, Munich, Germany
Lucan Way, Associate Professor of Political Science, University of Toronto, Canada
Zenon Wasyliw, Professor of History, Ithaca College, USA
Anna Veronika Wendland, Research Coordinator, The Herder Institute for Historical Research on East Central Europe, Marburg, Germany
Frank Wolff, Assistant Professor of History and Migration Studies, Osnabrück University, Germany
Christine Worobec, Professor Emerita, Northern Illinois University, USA
Serhy Yekelchyk, Professor of Slavic Studies and History, University of Victoria, Canada
Tanya Zaharchenko, Postdoctoral Fellow, Center for Historical Research, Higher School of Economics, Saint Petersburg, Russia
Sergei Zhuk, Associate Professor of History, Ball State University, Indiana, USA
=== 2.2 ===
http://www.marx21.it/comunisti-oggi/nel-mondo/25275-fermiamo-la-persecuzione-anticomunista-in-ucraina.html#
Fermiamo
la persecuzione anticomunista in Ucraina
09 Marzo 2015 – di Flavio Pettinari | fonte www.kpu.ua
Il procuratore Generale d’Ucraina ha arbitrariamente accusato il dirigente
comunista Sergej Gordienko e ne chiede l’arresto.
Martedì 10 marzo alle 14 presso la Corte del Distretto Pecherskij a Kiev verrà
discusso il fermo del deputato della VI e VII legislatura Sergej Gordienko,
dirigente nazionale del Partito Comunista d’Ucraina.
L’accusa è quella di aver votato il pacchetto di leggi del 16 gennaio 2014,
attraverso il quale si tentò di bloccare le violenze del maidan, che un mese
dopo avrebbero portato al golpe, e individuare i flussi di denaro
occidentali che attraverso le ONG arrivavano ai gruppi estremisti.
Petro Simonenko, leader del Partito Comunista d’Ucraina, ha dichiarato che
questa accusa proveniente dall’ufficio del Procuratore Generale altro non è che
un mandato d’arresto voluto da Poroshenko, per colpire un esponente
nazionale del partito, dopo gli arresti e le torture ai danni di decine e
decine di militanti comunisti e oppositori di altro orientamento politico.
Simonenko ha riferito che durante l’interrogatorio del 6 marzo, durato piu’ di
5 ore, Gordienko è stato minacciato più volte di arresto in caso di rifiuto di
sottoscrivere le accuse.
Sergej Gordienko è conosciuto ai comunisti e agli antifascisti italiani per
alcuni interventi riportati dal sito Marx21.it e per aver partecipato via skype
ad una affollata iniziativa milanese lo scorso anno, organizzata dal PdCI
(http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/24095-ucraina-dal-golpe-di-euromajdan-ai-pericoli-di-guerra-milano-16-maggio-2014.html)
---
La
Corte distrettuale Pecherskij di Kiev ha ubbidito all'ordine del regime e
ha deciso per l'arresto del compagno Sergej Gordienko, che sarà trattenuto
in carcere fino all'8 maggio. Gordienko è stato deputato per due legislature
ed è uno dei massimi dirigenti del PCU.
Il tribunale ha anche fissato una cauzione, corrispondente a circa
80 volte il salario minimo, ovvero 100mila grivnie.
Per ulteriori informazioni: http://www.marx21.it/comunisti-oggi/nel-mondo/25275-fermiamo-la-persecuzione-anticomunista-in-ucraina.html
Il video dell'udienza di ieri: https://www.youtube.com/watch?v=3V8XmEldw_U
---
Arrestato in Ucraina uno dei massimi dirigenti comunisti
12 Marzo 2015
Comunicato del Dipartimento esteri del Partito Comunista d'Italia
La Corte Distrettuale Pecherskij di Kiev, il 10 marzo, ha convalidato l’arresto
del compagno Sergej Gordienko (link).
Mentre scriviamo, siamo in attesa di sapere dai nostri compagni del Partito
Comunista d’Ucraina se il giudice ha deciso della scarcerazione su cauzione del
compagno, dopo che gli altri massimi dirigenti del PCU hanno raccolto la somma
fissata e depositato i documenti necessari.
Il compagno Gordienko è accusato di aver votato favorevolmente alle leggi del
16 gennaio 2014, con le quali si tentava di porre fine alle violenze del majdan
e anche di accertarsi di come vengono finalizzati i fondi delle ONG occidentali:
norme peraltro presenti in paesi europei, come ci ha indicato l’avvocato
Aleksandr Gotin. Ricordiamo che queste leggi furono depenalizzate a maggio, e
che Gordienko le ha votate esercitando la sua funzione di parlamentare.
In breve, come ha dichiarato il segretario del PCU Simonenko, la
Corte ha eseguito un ordine proveniente dall'oligarca Poroshenko, nel contesto
della repressione anticomunista (che ha portato all’arresto e alla tortura di
militanti comunisti e alla chiusura degli organi di stampa, nonché all’impunità
dei gruppi fascisti che attaccano sedi e militanti) e della feroce campagna
ideologica volta addirittura a vietare simbologia e ideologia comuniste (link).
Il PCdI chiede al al Parlamento italiano ed europeo un intervento sulle
autorità ucraine per fermare questa autentica persecuzione.
In attesa del rilascio su cauzione del compagno Gordienko, offriamo ai compagni
ucraini la nostra disponibilità e sostegno in questa battaglia.
Inviamo al compagno Sergej, con cui abbiamo avuto l’occasione di interloquire
in varie affollate assemblee pubbliche, e ai suoi familiari, la nostra
solidarietà militante.
Il Dipartimento esteri del Partito Comunista d'Italia
=== 2.3 ===
http://m.ilmessaggero.it/m/messaggero/articolo/PRIMOPIANO/1236302
Ucraina, trovati morti sei “colonnelli” dell'ex presidente: La polizia: «Suicidi»
Venerdì
13 Marzo 2015
di Luca Lippera
Un mistero fittissimo avvolge la morte di sei “luogotenenti” del deposto
presidente ucraino, il filorusso Viktor Ianukovich, e imbarazza non
poco la nuova nomenklatura al potere a Kiev. I sei, stando alla
ricostruzione della polizia, «si sono tutti suicidati» e avevano tutti avuto un
ruolo nella lotta politica che l'anno scorso ha portato al cambio della
guardia al vertice dell'Ucraina.
L'ultimo suicidio - il sesto in poche settimane - è stato rivelato dal
Ministero dell'Interno di Kiev all'Agenzia Interfax. La vittima,
Oleksandr Peklushenko, 60 anni, si sarebbe ucciso, secondo la versione
fornita ai media, «sparandosi un colpo di pistola al collo» nel piccolo e
sperduto villaggio di Soniachne, nel sud del Paese. Peklushenko, ex
governatore della provincia di Zaporizhia, a suo tempo fedelissimo del
presidente Ianukovich, era indagato dalle attuali autorità ucraine «per
aver fatto disperdere gli insorti» durante le manifestazioni di piazza Maidan
che fornirono propellente alla ribellione contro il governo filorusso.
La stampa ucraina, in un Paese in bilico tra guerra e pace, si è limitata a
riportare la versione degli «inquirenti». I quali, stando ai
giornali, ritengono di trovarsi di fronte «a quella che pare essere una
singolare ondata di suicidi». Ma le domande, in certi casi, derivano dai fatti.
Prima di Peklushenko, si erano già ammazzati in cinque. Il 9 marzo l'ex
deputato Stanislav Melnik, 53 anni, è stato trovato senza vita nel bagno
di casa: anche lui, stando alla versione ufficiale, si sarebbe sparato un
colpo di pistola. Il 28 febbraio Mikhailo Cecetov - tra i promotori
delle cosiddette «leggi liberticide» che nel pieno della rivolta di Maidan
inasprirono le pene contro chi partecipava a manifestazioni non autorizzate
- si sarebbe suicidato buttandosi dalla finestra di un appartamento al
diciassettesimo piano di un edificio a Kiev.
Il 25 febbraio era stata la volta di Serghii Valter, sindaco di Melitopol,
accusato di abuso d'ufficio. Valter è stato trovato a sua volta
impiccato dalla polizia. Il giorno successivo è toccata a Oleksandr
Bordiukh, vice comandante della polizia della stessa città, trovato senza vita
in casa. Le fonti, qui, divergono: c'è chi parla di un cappio al collo,
chi di decesso ancora da valutare. Il primo della serie, il 29 gennaio, era
stato Oleksii Kolesnik, ex presidente del consiglio regionale di Kharkiv -
una delle aree al centro degli scontri tra uctraini e filorussi: impiccato pure
lui.
I sei facevano tutti parte della cerchia ristretta dell'ex presidente
Ianukovich. Il governo dell'attuale leader, Petro Poroshenko, non
ha commentato l'ondata di suicidi. Un funzionario, secondo un giornale
ucraino, si sarebbe limitato a dire che «le indagini spettano alla polizia
e che non c'è nulla da aggiungere». Significativo del clima è
l'atteggiamento dei media di Kiev. I giornali e i siti internet sono tuttora
pieni di interrogativi sulla misteriosa uccisione a Mosca di Boris
Nemtsov, uno degli oppositori di Vladimir Putin, e sul volto di coloro che
potrebbero aver manovrato i fili dietro gli assassini. Il giallo dei
suicidi è relegato nelle retrovie, benchè la Statistica - sei morti in meno di
due mesi - dovrebbe imporre qualche riflessione.
---
Fonte: pagina FB "Fort Rus", 13/3/2015
IN UCRAINA AVVENGONO STRANI "SUCIDI": 7 FUNZIONARI MORTI IN 43
GIORNI
Dal inizio di quest'anno in Ucraina sono
accadute una serie di "strane" morti che hanno coinvolto alcuni
funzionari e appartenenti al Partito di opposizione all'attuale regime di
Kiev. Tra loro un ex sindaco di una città del sud-est, un ex dirigente
ferroviario e l'ex capo del corpo dello stato incaricato delle privatizzazioni.
In un arco di tempo di 34 giorni, sono morti ben cinque funzionari ed in tutti
i casi le morti sono indicate come "probabili suicidi". Le posizioni
politiche e le storie delle vittime, portano però in tanti a ritenere che
queste persone siano state in realtà assassinate.
26 GENNAIO 2105 - MYKOLA SERHIYENKO: L'ex vice direttore delle Ferrovie Ucraine
è stato trovato morto nella sua casa di Kiev. Secondo le autorità si
sarebbe sparato addosso con un fucile da caccia.
Gli investigatori hanno detto Serhiyenko, 57anni, era solo al momento della
tragedia e che tutti le porte e le finestre della sua abitazione erano state
chiuse dall'interno.
Serhiyenko, che ha lavorato per le Ferrovie ucraine dall'aprile 2010 all'aprile
2014, era stato nominato al posto da Mykola Azarov, l'ex primo ministro sotto
Viktor Yanukovich.
29 GENNAIO 2015 - OLEKSIY KOLESNYK: L'ex capo del governo regionale di Kharkov,
sarebbe apparentemente morto dopo essersi impiccato.
Kolesnyk, 64 anni, non ha lasciato nessun biglietto daaddio, ma i media e gli
investigatori hanno lasciato intendere che potrebbe essersi
"suicidato", facendo notare che la sua morte è avvenuta nel
giorno del compleanno del suo amico e compagno politico, l'ex governatore di Kharkov
e ideologo del Partito delle Regioni Yevhen Kushnaryov, che morì nel 2007
dopo essere stato colpito durante una battuta di caccia.
25 FEBBRAIO 2015 - SERHIY WALTER: Ex sindaco della città sudorientale di
Melitopol, 57 anni, si sarebbe anche lui ucciso impiccandosi. Era membro del
Partito delle Regioni ed era stato sindaco di Melitopol dal 2010 al 2013.
26 FEBBRAIO 2015 - OLEKSANDR BORDYUH: Il giorno dopo la morte di Walter Serhiy,
è stato rinvenuto anche il corpo del ex vice capo della Polizia di Meltipol,
il 47enne Oleksandr Bordyuh. Il suo corpo è stato trovato in un
garage.
I media ucraini hanno riferito che la causa della morte di Bordyuh è stata una
"crisi ipertensiva" o ictus, termine che la polizia usa spesso in
casi di suicidio. Ulteriori dettagli non sono stati forniti.
28 FEBBRAIO 2015 - MYKHAYLO CHECHETOV: Ex vice presidente del Partito delle
Regioni, è morto dopo un "salto" dalla finestra del suo appartamento
al diciassettesimo piano.
La morte è arrivata pochi giorni dopo che Chechetov è stato arrestato per frode
e abuso d'ufficio derivanti da i suoi due anni alla guida della agenzia di
Stato che gestisce le privatizzazioni.
Chechetov non è il primo capo della agenzia statale per le privatizzazioni che
muore di morte innaturale.
Il 27 agosto 2014, il corpo di Valentina Semenyuk-Samsonenko è stato trovato
con un colpo di pistola alla testa.
Il terzo decesso di un funzionario legato alle privatizzazioni in Ucraina era
avvenuto ancora prima. Nel maggio 1997, Oleksiy Holovizin era stato ucciso
sulla porta di casa sua.
Aggiornamento: a quanto segnalato sopra, si aggiungono altri due casi di
persone fatte "suicidare" dal regime di Kiev:
9 MARZO 2015 - STANISLAV MELNIK: Ex membro del Partito delle Regioni, 53enne,
morto per ferite di arma da fuoco la notte del 9 Marzo.
10 MARZO 2015 - ALEXANDR PEKLUSHENKO: Ex Governatore della Regione di
Zaporozhie membro del Partito delle Regioni, trovato morto nella sua
abitazione il 10 Marzo.
(bes)
Fonti:
http://www.rferl.mobi/a/suicide-homicide-ukra…/26888375.html
http://vestnikkavkaza.net/news/politics/67627.html
http://tass.ru/en/world/782399
---
Il 15 aprile 2015 a Kiev è stato ucciso l'ex deputato del Parlamento Ukraino
Oleg Kalashnikov. Ex deputato aveva rappresentato nel parlamento Rada il
partito dei Regioni (il partito di Janukovic) e nel periodo successivo era
famoso per la sua attività antinazista e per i discorsi a difesa del simbolismo
Sovietico, del Giorno della Vittoria etc. é stato ucciso vicino a casa sua,
dopo di una seria degli "suicidi" di politici ukraini importanti
del partito delle regioni negli ultimi mesi."
"В Киеве
убили
экс-депутата
Калашникова -
СМИДепутат
пятого
созыва
Верховной
Рады от
Партии
регионов
Олег
Калашников
убит в среду
вечером в
Киеве.
Fonte www.pravda.com.ua
/ Rolando Dubini
Ucraina.
Si allarga il numero di “morti sospette” tra gli oppositori a Kiev (DANIELE
CARDETTA, 16 APRILE 2015)
http://oltremedianews.it/ucraina-si-allarga-il-numero-di-morti-sospette-tra-gli-oppositori-kiev/
=== 2.4 ===
--- Campaigns of the "Union of the political political prisoners and political refugees of Ukraine"
CONTACTS: Дмитрий Дежнев: mitya.dezhnev @ mail.ru ---
Message received via email from the Union of the political political prisoners and political refugees of Ukraine:
An
Appeal to the European Court of Human Rights about the violation of very basic
human rights by the Kievan regime
Committee
for the Liberation of Kharkiv (K-27) ,
Journalist community of Ukraine and the Union of political prisoners and
political refugees of Ukraine
"For many months, Ukrainian autorities have violated the Universal
Declaration of the Rights and Freedoms, which guarantees the right of everyone
to receive and impart information.
Professional activ editors, journalist and blogger became deadly in Ukraine.
Death of journalist Gongadze turned Leonid Kuchma, President of Ukraine, a
pariah among European politicians. But in the days of Kuchma and Yanukovich
during their time it was hard to imagine the prosecution of journalists
for their opposition views.
Today, the death of many journalists and the arrest of opposition members of
the media in Ukraine did not cause a similar response from the world community.
The arrest of the journalist Kotsaba for anti-war stance, arrest of the
journalist Mashkin for an interview with Russian television, arrest of editor
Bondarchuk for placement in an interview to his newspaper , the arrest of
Sergei Yudaev and Dmitry Pigarev of Ukrainian human rights newspaper, other
arrests of dozens of journalists have no condemnation in Europe.
Death of opposition figures such as Kalashnikov provoked by placing their
personal data on the site "Peacemaker", the death of many
journalists, such as Sergey Dolgov, the founder of the newspaper
"Back in USSR", does not stirred any attantion from the world
community.
The Union of political refugees and political prisoners in Ukraine states: in
Ukraine now reign the toughest totalitarian regime of suppression of dissent
thought by every means, including physical destruction of opponents.
However, the destruction of the world system of rights and freedoms is
threatened in general by the spread of impunity for crimes against freedom of
expression around the world.
We call on the European Court of Human Rights to raise its voice in defense of
Human rights in Ukraine.
We are motivated by corporate solidarity and understanding of the fact that the
freedom of expression is the key to the protection of civil rights and the
preservation of democracy.
Committee for the Liberation of Kharkiv (K-27) ,
Journalist community of Ukraine
Union of political prisoners and political refugees of Ukraine"
-
Appello alla Corte Europea per i Diritti Umani - Comitato per la Liberazione di Kharkiv (K-27), Comunità dei giornalisti di Ucraina e Unione dei prigionieri e rifugiati politici di Ucraina
Da molti mesi le autorità ucraine hanno violato la Dichiarazione Universale dei
Diritti e delle Liberà, che garantiscono il diritto di tutti di ricevere e
fornire informazioni.
In Ucraina gli editori, i giornalisti e i blogger ora rischiano la vita.
La morte del giornalista Gongadze fece diventare Leonid Kuchma, ex Presidente
dell’Ucraina, un paria tra i politici europei. Tuttavia la persecuzione dei
giornalisti per via delle loro opinioni politiche ai tempi di Kuchma e
Yanukovich era una cosa inimmaginabile.
Oggi, la morte di molti giornalisti e l’arresto di chi lavora nei media di
opposizione in Ucraina non hanno causato una risposta simile da parte della
comunità internazionale.
E non hanno avuto nessuna condanna in Europa l’arresto del giornalista Kotsaba
per la sua opposizione alla guerra, l’arresto del giornalista Mashkin per una
intervista con la televisione russa, l’arresto dell’editore Bondarchuk per
un’intervista pubblicata nel suo giornale, l’arresto di Sergei Yudaev e di
Dmitry Pigarev del giornale ucraino per i diritti umani, così come altri
arresti di dozzine di giornalisti.
E men che meno la comunità internazionale ha riservato alcuna attenzione alla
morte di oppositori politici come Kalashnikov - per aver messo i suoi dati
personali nel sito “Peacemaker” – e la morte di molti giornalisti come
Sergey Dolgov, il fondatore del giornale ”Ritorno nell’URSS”.
L’Unione dei prigionieri e rifugiati politici di Ucraina dichiara: in Ucraina
ora regna il più duro regime totalitario e gli oppositori politici vengono
messi a tacere con ogni mezzo, anche con l’eliminazione fisica.
I diritti e le libertà sono minacciati in tutto il mondo dalla sempre più
diffusa impunità per i crimini contro la libertà di espressione.
Noi ci appelliamo alla Corte Europea per i Diritti umani affinchè alzi la
propria voce in difesa dei Diritti Umani in Ucraina.
Noi siamo motivati da una solidarietà di categoria e dalla consapevolezza che
la libertà di espressione è la chiave per proteggere i diritti civili e
preservare la democrazia.
Comitato
per la Liberazione di Kharkiv (K-27),
Comunità dei giornalisti di Ucraina
Unione dei prigionieri e rifugiati politici di Ucraina
(TRAD.: Comitato per il Donbass Antinazista, Roma)
---
The
statement about the new martial law recently implemented in Ukraine
by Committee for the Liberation of Kharkiv (K-27) and Union of
political prisoners and political refugees of Ukraine
Recently
on this week, the President of Ukraine Petro Poroshenko have sighned the
new martial law that was accepted by the Ukrainian parliament at 12 of
may (Http://w1.c1.rada.gov.ua/pls/zweb2/webproc4_2?pf3516= ..).
Start of this law is not fraught with any secrets. In fact, martial law is
introduced by the President of Ukraine by appropriate Decree, who later voted
for Parliament.
However, the further get a grasp, the more interesting it becomes.
So we will try to illuminate what awaits us in the near future.
Compared with the original version of the law in a few changes, of which
ordinary citizens can see meaning only in one thing: between the first and
second version of this law, to the strikes ban is added a ban on all
and any kind of mass gatherings and events.
None of the pre-existing limits the of the rights of citizens to protest had not been removed by MPs .
For
citizens who are not involved in the fields of defense and security of life of
the population, in this law is introduced compulsory labor - at the discretion
of the authorities that will be able to use citizens for community service
(serfdom); while for fallen under a duty preserves jobs, but not the salary.
For military needs of the state will be entitled to expropriate property of any
enterprises, organizations and citizens, as well as to introduce a duty to
accommodate security forces in a privet apartment . We may note that in recent
time the Kievan junta is actively trying to get rid of the Soviet past, and no
one recalls a similar scheme system dispossession? Is seems, the methods are
the same, just with a different sauce served "patriotism."
The authorities will have the right to restrict the freedom of movement of
people and transport (and for draftees - prohibit the change of
residence), in its sole discretion as well as to regulate the work of the
media, to withdraw in case of need from businesses and citizens their video and
audio equipment, computers and communications equipment, prohibit the sale of
alcohol.
Simultaneously, the military administration is introduced in some localities
will have the right to form local budgets, manage educational institutions,
medicine and culture, as well as the profits of enterprises of communal
property.
Special attention deserves the article of the law providing for the internment,
ie forced to settle citizens of a foreign country that carries out aggression.
Does it not remind the time of concentration camps? Fascism is really booming
in Ukraine.
We
are wonder why it was needed to develop a new law, because there is already a
similar law "On legal regime of martial law" issued in 2000. Perhaps
this is due to the fact that in the new law is added the rate of the
impossibility of limiting the power of the President under martial law. In fact
the head of state cares for guarantees of his reign, and tenure as long as
possible, even in these difficult times.
It is implementing the real dictatorship of oligarchy in Ukraine.
The Committee for the Liberation of Kharkiv (K-27) and Union of political
prisoners and political refugees of Ukraine call to every group and
organization in the World that combat oligarchy and dictatorship for
massive publication of this facts and support of our struggle for the
socialism, democracy and peace in Ukraine!
---
Save journalist Sergei Dolgov!
At June
18, 2014, more than one year ago, in Mariupol
was kidnapped Sergei Dolgov the editor of the
Ukrainian socialist newspaper, "I want to go to the
Soviet Union!"
Since then, it took many months, but the journalist is still
held in the dungeons of the Security Service without charge, without a lawyer
and medical care.
No public trial against Sergei Dolgov, socialist, journalist and
editor, was conducted. Ukraine is actually grossly violating the
European Convention for the Protection of Human Rights and Freedoms
(ECHR), ratified by the Supreme Council in 1998.
ECHR in this case is breached in such parts: Art. 3
(prohibition of torture) of Art. 5 (right to liberty and security) of Art. 6
(right to a fair trial) of Art. 7 (no punishment without law) Art. 9
(freedom of thought, conscience and religion), Art. 10 (freedom of expression)
of Art. 13 (right to an effective remedy) of Art. 14 (prohibition of
discrimination).
Sergei Dolgov was abducted and thrown into prison only because the
State of Ukraine has violated European and universal
values, imposed censorship and discrimination on political grounds and
other convictions, freedom of thought and freedom of expression are not
recognized as human rights there.
At the same time the supreme legislative body of Ukraine - Supreme Council -
did not take the decision to refuse to ratify the ECHR or the articles of
the Convention have been violated in the kidnapping and illegal
imprisonment of Sergei Dolgov.
Sergey Dolgov did not commit any crime, he was not lawfully
brought to any charges, and has not been granted the right to an
effective remedy.
In flagrant violation of the ECHR, the state of Ukraine can not qualify for any
status in the EU, since human rights and freedoms for the European
democracies are immutable values.
The
communists of Greece sent a request about the fate of Sergei Dolgov
to the European Parliament.
At the request responded Vice-President F. Mogherini:
"... Abduction of Sergei Dolgov is a felony, and is in no way
acceptable. Ukrainian authorities must thoroughly investigate the matter and
bring those responsible to justice.
The European Union fully supports the position of the OSCE Representative on
Freedom of the Media in relation to the case and will keep track of the status
of the investigation, in close cooperation with the OSCE. "
The request and response are available on the official website of the European
Parliament http://www.europarl.europa.eu/.
We ask international human rights organizations and all people of good will to
join the rescue campaignfor Mariupol journalist and editor Sergei
Dolgov!
We demand from the State of Ukraine to immediately return to the
legal field and ensure compliance with the rules of the ECHR against Sergei
Dolgov - journalist and editor.
Life and freedom for Sergei Dolgov!
Informational
bureau and the coordination council of the
Union of political emigrants and political prisoners from Ukraine.
Committee for Kharkov liberation (K-27)
Odessa Committee for peoples' liberation (OCPL)
Dnepropetrovsks' antifashist group "Ekaterinoslav Soyus"
Informational bureau and the coordination council of the
Union of political emigrants and political prisoners from Ukraine.
Committee for Kharkov liberation (K-27)
Odessa Committee for peoples' liberation (OCPL)
Dnepropetrovsks' antifashist group "Ekaterinoslav Soyus"
---
Free
Alexandr Bondarchuk!
In March 18 of 2015, in Kiev was arrested the head of the Workers' party of
Ukraine Aleksandr Bondarchuk. He was the parliament member of the
Verkhovna Rada of Ukraine of the 3rd and 4th convocations, chief editor of the
newspaper "the working class", active anti-fascist and a fighter
for social justice.
After the arrest, he was charged with assault on the territorial integrity of
Ukraine, becoming another political prisoner.
Alexander Bondarchuk had participated in the struggle against NATO, were
protesting against the rehabilitation of Ukrainian supporters of Hitler, and
that this activity was the main reason for his arrest.
Alexander Bondarchuk also headed the All-Ukrainian Union of workers – the trade
Union that fought for workers' rights in Ukraine. The arrest of Alexander
Bondarchuk is a striking confirmation of the existence of political repression
in Ukraine.
Free
Aleksandr Bondarchuk!
__._,_.___